No Sense Tale

sabato, 09 settembre 2006

Il numero del diavolo è il 77

Ma tu vallo a sapere.
Così sogno di essere a casa di mia nonna in Sardegna e passando per la sua camera da letto, trovo, disteso in giacca e cravatta col faccione rosso e le corna il diavolo.

Al che torno in cucina e dico a mia nonna:" Nonna c'è il diavolo in camera da letto. Lo vai a scacciare?"
Mio padre si alza e dice:"Nonna è stanca vado io"

Si fa il segno della croce: "Nelnomedelpadredelfiglioedellospiritosantoamen. Fatto" mi dice.

Rivado di là e il diavolo è tornato. Stavolta sul suo corpo adulto in giacca e cravatta c'è la faccia piccola di un neonato addormentato. Mi avvicino, spalanca gli occhi e la faccia si gonfia e spunta qualche ruga.

Torno in cucina: "Pa' il diavolo è tornato"

Pa': "Senti ma non puoi scacciarlo da solo?"

Evabbè.

Quindi rivado in camera da letto: "Nel nome del padre del figlio e dello spirito santo amen" e visto che ci sto butto pure un po' d'acqua.

Il diavolo che per l'occasione ha di nuovo faccia rossa e corna, si alza, si dirige verso la porta e esce a testa bassa, sbuffando un po' stizzito.

In cucina dalla finestra del balcone si vede, indovina chi?, il diavolo, molto demoniaco grosso, muscolo con le ali da pipistrello e la bocca piena di denti.

Non mi fa paura per niente, infatti più che un immagine reale sembra un boss di fine livello di un qualsiesi gioco di ruolo giappo. Ci siamo io e mio padre e visto che di solito in questi giochi si combatte in 3 chiamo urlando mia sorella.

Risolta anche questa questione scendo per le scale e dall'alto si vede, addormentato sul divano nientepopodimenochè il diavolo.

Stavolta su un corpo normale, in abbigliamento più sportivo (jeans e maglietta) la sua faccia è una specie di palloncino disegnato. Con un espressione che indica un sonoro russare: bocca aperta e occhi serrati.

Lo ignoro e vado nell'altra stanza dove ci sono i miei amici.

IO: "Aho, regà ce sta il diavolo sul divano"

Non mi caga nessuno, così vado di là a vedere che combina questo diavolo insistente.

Stavolta, ha le gambe pelose in stile dio Pan, un paio di scarpe, una camicia verde e la faccia di un ragazzo normale, con pizzetto e capelli lunghi e neri.

Io: "Chi sei? Che cosa stai facendo?"

Diavolo: "Mi chiamo ***** e sto aspettando che mi insegni a giocare a  scacchi. Tu chi sei? Che sei venuto a fare?"

Io: "Ciao sono ***** e sono venuto per insegnarti a giocare a scacchi"

Diavolo: "Allora sgombera il tavolo che iniziamo"


Poi mi sono svegliato.

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Estrazione del giorno dopo sulla ruota di Cagliari,
il primo numero, manco a dirlo, è il 77.

postato da Bombadillo alle 23:57 | link | commenti (13)



domenica, 19 marzo 2006

Sogni col mal di pancia

Mi trovo sotto ad aspettare la metropolitana, quando, con sommo orrore di tutti i presenti, un bambino con giubbottino rosso e zaino passa e attraversa i binari.

Illeso.

Tiro un sospiro di sollievo.
Giusto il tempo di accorgermi che l'irresponsabile pargolo ha imboccato direttamente la galleria della metropolitana.

A metà tra l'incazzato e il preoccupato mi fiondo dall'altra parte, muovendomi però attraverso il sottopassaggio.

Voglio salvare l'inconsapevole suicida. Assolutamente, infatti corro velocissimo.

Arrivo dall'altra parte, la galleria della metro è un po' diversa ma sognando non ci faccio proprio caso.
E' a una corsia singola con un corrimano prima dell'imbocco.
Cè più di un bambino sulle rotaie e diverse persone che cercano di levarli. L'iconfondibile suono della metro si avvicina.

Raccatto il ragazzino di prima che nel frattempo non ha più il giubbotto rosso.

La metro passa e si ferma. E' piena di pacchi.

Il bambino mi imbruttisce e dice: "Guarda che sono io che ho fatto arrivare la metro qui. Ho dei poteri ESP e voglio lavorare per il governo. Adesso che hanno visto questo magari mi prendono." Così dicendo, gira la mano nell'aria e le porte della metro si aprono.

O_o

"Complimenti" dico io, sinceramente ammirato.
Il bambino mi sembra un sacco triste però.
Effettivamente lo è, così lo abbraccio e gli chiedo: "Ma quanti anni hai?"

Lui: "8-15, poi non lo so..."

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Mi sveglio con la tipica sicurezza da sogno premonitore e senza il mal di pancia da melanzane alla parmigiana della sera prima.

Vado a giocare 8 e 15 ambo secco sulla ruota di Roma.
Ovviamente non escono, ma sono i primi due numeri del superEnalotto.

Cazzo me l'aveva pure detto.

postato da Bombadillo alle 16:42 | link | commenti (6)



domenica, 26 febbraio 2006

Considerazioni musicali estemporanee

Offlaga Discopax
.
Parliamone.

Assomigliano ai CCCP.
E' questa la prima cosa che mi viene in mente.
E a parte alcuni capolavori, i CCCP, o CSI che dir si voglia, a me fanno venire sonno.

Poi provo ad ascoltare 'sti Offlaga mentre leggo un libro, e smetto di leggere il libro.

E penso, guardandomi sospettoso a destra e a sinistra: "Ma questi sono comunisti!!!".

Cioè hanno fatto una canzone sul paese di Orietta Berti che ha un busto di Lenin a centro piazza.
E Lenin è il sindaco onorario di questo paese perchè nessuno ha mai abrogato la delibera della giunta di allora.

E i paesani ne sono fieri e vivono felici.

<<Comunisti!!! Voi fate propaganda comunista!!!>>

Poi capisco che le prime cose che mi vengono in mente sono le plausibili reazioni dell'ex-premier, all'ascolto di questa canzone.
Ed è preoccupante e fastidioso.

Per spirito di contraddizione e protesta quindi, mi ascolto tutto l'album. E mi piace.

Non sarei così sorpreso se non fossero almeno 5 anni che rimango indifferente a qualsiesi tipo di New Music.

Eppure c'è qualcosa che mi fa strano. Non lo riesco a capire subito. Ci metto almeno una settimana ma poi comprendo:
<<Cazzo!!! Gli Offlaga non cantano, raccontano con sottofondo musicale. E sono anche racconti poco banali>>

Bello

postato da Bombadillo alle 13:41 | link | commenti (3)


Discorsi politico-comunisti

A : "Il fascismo è stato una sorta di massimalismo socialista che non trovando più spazio a sinistra si spostò a destra.
Le leggi razziali furono un crimine di (schifosa)opportunità storica, non ideologica. Fino alla loro promulgazione gli ebrei erano perfettamente integrati nella società (alcuni furono perfino premiati come eroi della prima guerra mondiale).
Un dittatura può essere criticata sul piano dei comportamenti o sul piano dell'ideologia. A me fanno schifo le dittature su entrambi i piani. Se devo essere sincero, a livello ideologico, depreco più i regimi comunisti radicali che quelli di ispirazione socialista come il fascismo. Il nazismo è su un altro piano ancora.
Chi è antifascista ma non anticomunista (non mi riferisco ad aba) argomentando con questioni di libertà, tolleranza ecc ecc è, quantomento, incoerente."


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B: "Non sono daccordo, chi è antifascista in ITALIA e non è anticomunista in ITALIA non è incoerente.

Dato che ogni paese fa storia a se nell'applicazione di un "ideale" (termine inappropriato ma sto per staccare dal lavoro) direi che il comunismo italiano non è paragonabile e di conseguenza non è condannabile come il fascismo italiano."

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C: "Si, però fare discorsi così localizzati di solito non è molto auspicabile. Voglio dire, anche dalle esperienze degli altri Paesi si deve trarre esempio, anche perchè un'ideologia politica difficilmente ha caratteri strettamente dipendenti da un solo Paese, e il comunismo forse più delle altre è una dottrina che tende a essere "globalizzata" (prendi Trotsky, ad esempio)."

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B: "In questo caso il discorso DEVE essere localizzato:

Le differenze culturali portano a dare significati profondamente diversi alle parole.

La differenza culturale tra noi, la Cina e la Russia fa si che quello che si intende per comunismo in Italia sia ENORMEMENTE diverso da quello che si intende per comunismo Russo che è diverso (per quanto ne so) dal "comunismo" cinese.

Chiamare cose diverse, con lo stesso nome genera confusione e incapacità di comunicare e l'incapacità di comunicare porta a cercare altri modi , generalmente più violenti, di "farsi sentire" "

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D: "Da che mi risulti ora, se i cinesi li chiami comunisti s'incazzano pure. "

postato da Bombadillo alle 13:23 | link | commenti



sabato, 04 febbraio 2006

Contrariamente alle mie abitudini mi trovo costretto a proseguire la terribile catena delle 5 strane abitudini. Merito e  colpa sono da attribuirsi unicamente al signor aquatakurs ;)
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No Sense Tale - part 16: Cinque abitudini


Biancaluna sedeva in pigiama sul letto, grattandosi lentamente la chiappa sinistra da sopra le mutande.
Leggeva il fascicolo Atomsk. Un rapporto dettagliato sul terrestre da poco catturato.

Il capitano non amava particolarmente i rapporti, ma c'era una sezione che aveva per lui la stessa valenza dello "Strano ma vero" della settimana enigmistica:

Le abitudini del soggetto.

Le lesse in ordine, ridacchiando fra se e se, mentre sottolineava le cinque più strane:

- Trascorre almeno 10 minuti al giorno a scaccolarsi con impegno

- Quando cerca parcheggio pronuncia una formula che è convinto serva a farglielo trovare. Contro tutti i giudizi dettati dal buonsenso funziona.

- Stacca i pelucchi degli asciugamani coi denti li arrotola con la lingua e li sputa a distanze ragguardevoli

Leggendo la quarta abitudine venne colto da un ascesso di risa misto a preoccupazione. La combinazione dei due avvenimenti gli fece tremare la mano e cancellare quella parte del rapporto.
Finito di ridere si accorse di non ricordare bene il motivo di tanta ilarità, ma ormai il danno era fatto.

Si strinse nelle spalle e continuò a scorrere il foglio

- E' solito autoraccontarsi storie con se stesso quale protagonista prima di andare a dormire.

Questo lo interessava. L'ultima volta che aveva ascoltato una storia interessante era stato quando avevano svaligiato la memoria di DonChisciotte.

Escludendo la grossa quantità di ricordi e fantasie proto-adolescienziali il cavaliere della Mancha aveva vissuto ogni sorta di avventura.

Adesso avrebbero dovuto cambiarne la personalità inserendogli nuove memorie.
Una pratica noiosa che avrebbe dovuto svolgere in prima persona: i ricordi standard venduti al mercato di Alpha Centauri causavano troppo spesso il rigetto.

Il nuovo prigioniero però avrebbe potuto fornire un piacevole diversivo.

Erano circa le 4 e mezza del mattino per i canoni centauriani e Capitan Biancaluna si apprestava a prendere a calci l'allarme per buttare giù dal letto l'intero equipaggio.

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Passo il testimone a Marioguzzi, a Takhisis, al figlio di mia cugina, alla figlia di mia cugina e al Sifone detto Porno.

Ovviamente i pargoli della mia cugina non sanno scrivere, quindi bisognerà aspettare un po' per leggere le loro risposte, ma assicuro che hanno un sacco di strane abitudini :D

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Quasi dimenticavo il regolamento:
"Il primo giocatore inizia il suo messaggio con il titolo “Cinque tue strane abitudini” (o 5 abitudini o 5 strane abitudini, insomma basta che si capisca ndREGOLA_DECISA_DA_ME), e le persone che vengono invitate a scrivere un messaggio sul loro blog a proposito delle loro strane abitudini devono anche indicare chiaramente questo regolamento. Alla fine dovrete scegliere 5 nuove persone da indicare e linkare il loro blog. Non dimenticate di lasciare un commento nel loro blog che li avverte di essere stati scelti."

postato da Bombadillo alle 17:43 | link | commenti (4)



sabato, 21 gennaio 2006

Questa puntata della NoSenseTale  si ispira a fatti realmente accaduti. A questo proposito mi scuso con tutti  i lettori che, per motivi differenti,  già conoscono l'episodio in questione.

Detto questo non mi rimane da dirvi che gli eventi riprendono circa una mezzora dopo aver finito di fumare, ovvero quando la sostanza inalata comincia fare il suo effetto e io rido.

No Sense Tale - part 15:
Fatti realmente accaduti

Rido ma non ce n'è motivo. Vorrei smettere. E' più uno spasmo che una risata. 

Mi alzo nervoso. Bianconiglio prova a parlarmi. Non riesco a capire cosa dice, la sua voce è lenta, bassa mi arriva alle orecchie come un walkman con le batterie scariche.

Cerco conforto nel volto dei miei compagni ma loro mi guardano perplessi e la loro vista mi è insopportabile: provo un forte FASTIDIO a fissarli in volto.

Abbasso lo sguardo ma il disagio non diminuisce: non sopporto di veder le scritte pubblicitarie sulle cartacce. Strabuzzo gli occhi ma il buio mi inquieta.

Non so dove guardare. Panico.

Poi il nano mi chiama: <<Vieni, lo so che è dura.>>

E' dura veramente e mi siedo di fronte a lui.
Parlargli è facile e liberatorio. Tenere lo sguardo fisso su di lui mia aiuta. E' seduto a gambe incrociate  e testa alta: "la posizione del maestro" come mi spiegava tempo addietro il mio amico Ste.

Abbasso il capo e stringo le mani di fronte a me, come diceva il mio amico Ste "la posizione della pecora".

Chiudo gli occhi e continuo a vedere Colombo. E' avvolto da una luce arancione calda e rassicurante. Apro gli occhi ed è ancora lì avvolto da una luce calda e rassicurante.

DUM TA-DUM DUM DUM TA-DA DUM DUM DUM.

Sento un musica di bonghi provenire dalla mia sinistra. Chiedo a Lupo, non senza difficoltà, se anche lui sente quel suono. Scuote la testa.

Colombo annuisce invece. Lo sente ma mi chiede perchè me ne stupisco.

All'improvviso, un piccolo brivido, una specie di scossa mi scuote. Ho l'esigenza di allargare lo spazio fra le mani.

E le scosse si ripetono più forte sempre più forte. Mi sembra di tenere una sfera di energia. O_O
Non riesco a contenerla. Dei brividi attraversano tutto il corpo. 

E poi chiudo gli occhi e decollo.


Di fronte  a me una pianta carnivora mi ingoia e fagocita per un lungo, tuboso, esofago. E io so benissimo che alla fine ci sarà l'inferno. Lo so e lo temo. Chi vorrebbe arrivare all'inferno?

Se apro gli occhi non continuo il viaggio, ma non sopporto ciò che vedo e la luce intorno al mio maestro è scomparsa. Sembra stanco e desideroso di addormentarsi.

Così chiudo gli occhi ed alla fine del tunnel, trovo mille pelucchi rosa che girando come un cartellone pubblicitario si trasformano in una stanza: l'entrata di un albergo.

C'è un puttanone vestito di rosa alla reception ed un ingessato signore come maggiordomo. E' l'anticamera dell'inferno e mi portano nella stanza dietro.

Stanza BLU e al centro uno scarico che ingerisce in un mulinello un liquido denso e marrone. L'entrata dell'inferno.

Se apro gli occhi mi fermo se chiudo ci vado verso. Ma tenere gli occhi aperti mi infastidisce, così aprò e chiudo ed inevitabilmente cado.

E l'inferno ha il cielo aperto, ed enormi serpentoni meccanici mi trasportano di qua e di là, e aprendo gli occhi non mi fido di nessuno.

Penso che qualcuno sta cercando di liberarmi e di avere un tubo infilato in gola. Liberarmi del tubo è fondamentale per essere salvato. Così seduto a gambe incrociate alzo la testa e cerco di espellere la mia trachea utilizzando i muscoli del collo.

Bianconiglio: <<Sta male? Forse ha bisogno di un po' di cibo.>>

Attendo ore tormentato dalla paura e dalla sfiducia cercando di togliermi da solo questo maledetto tubo.

Colombo: <<Io ho sonno. Vado a dormire>>

Io: <<Aspetta, per favore>>

Colombo: <<Ma che palle, E DORMI!!!>> però aspetta.

Non riesco a espellere il tubo e non mi fido dell'omuncolo ma è l'unico con cui posso parlare. Eppure si guarda in giro come ad aspettare un mio momento di disattenzione. Ho paura che si trasformi in un agente di Matrix e vanifichi il mio tentativo di liberarmi.

Ecco si, sono in Matrix e devo uscirne è per questo che cerco di espellere il tubo.

Ma non è vero. E' un'enorme cazzata.

La consapevolezza  arriva all'improvviso. Non sono dentro Matrix. La verità è peggiore. La verità è che non so nulla. Tutto quello che so è ciò che mi hanno detto. Quello che io so non è nulla.

E sono piccolo ed insignificante. Non vedo l'inferno ma l'universo tutto insieme e per quanto il mio sguardo vaghi non mi riesco a trovare.

Ho paura e sono solo. Non mi sono mai sentito così solo e non so dove sono. Sconfitto, mi sento anche sconfitto.

Ancora una volta abuso della pazienza del piccolo uomo: <<E' così dunque? Ho perduto. Ho voglia di piangere.>>

Colombo: <<Anche io, dal sonno>>

Io: <<Ho paura, ma tu come fai?>>

Colombo: <<Ma non ce l'hai uno scudo?>>

Io: <<??. Uno scudo no. Non ce l'ho. Mi basta uno scudo? Allora lo posso cercare. Sei stanco, vai pure a dormire>>

Colombo grugnisce e chiude gli occhi.

Io provo a cercare uno scudo e ovviamente non lo trovo. Non è che se unochiude gli e cerca uno scudo poi lo trova.
Però mi sento più in forze.

Vedo una specie di tornado luminoso rovesciato girare al contrario e più gira più mi sento forte.

Nel buio stellato dello spazio vedo uno sbrilluccichio. Una forma ruotando velocemente si avvicina e si ferma di fronte a me occupando tutto il mio campo visivo.

E' una cornice luminosa e arancione e all'interno c'è un feto di luce.

Sono IO.

E sto meglio, rassicurato. Così svolazzando tra linee e parabole passo qualche tempo prima di aprire gli occhi e non avvertire fastidio.

Mi "sveglio" con le gambe incrociate, i muscoli tesi ed i volti apprensivi dei miei compagni.

Mi sento saggissimo.

Colombo dorme ma adesso so come salvare il cavaliere della Mancha.

postato da Bombadillo alle 22:50 | link | commenti (6)



domenica, 15 gennaio 2006

No Sense Tale - part 14: Painted Black

Da una angolo della nostra cella udiamo un gemito debole e sofferente. C'è una persona anziana poggiata per terra. Ha un volto conosciuto e la barba bianca non curata. Vicino a lui buttata per terra una vecchia armatura arruginita.

Alla sua vista ,fra lo stupore generale, Bianconiglio scoppia a piangere:
<<Oh dDdDDIO!!! BUWUAAAAAAAHHH!!! Anche voi? SIIIIIIIIIIIIIIGH!!! SinGhioZz! La speranza delle nostre genti. Il cavaliere atteso per generazioni. NoooooooooOOOOOoooooo!!!>>

Poi, dopo un po' I singhiozzi del roditore si fanno più lievi. L'anziano si volta lentamente. Gli occhi spenti che mettono a fuoco un punto lontano.
Sulla lunga lancia poggiata ai suoi piedi c'è una dedica incisa in bella calligrafia, dice: "Al nostro campione nei momenti più bui, Don Chisciotte della Mancha"

Come stremato dal pianto del roditore il barbone pian piano alza il braccio, mostrando la testa mozzata, un poco putrefatta, di un uomo dai tratti rubicondi.
Ci risponde a voce bassa: <<Sancho è morto.>>

Al Bianconiglio si mozza il fiato: <<Ci hanno tradito>> esclama con un fil di voce.

Lupo sbianca, terrorizzato.
Io vomito.
Colombo è furioso.

E si avvicina al vecchio con fare professionale e determinato.
Gli salta sopra all'altezza del viso, e apre con coraggio la sua bocca.

Io: <<Cosa fai?>>

Colombo: <<Diagnosi>> Spalanca le palpebre con tutte e due le mani. Appoggia l'orecchio al torace.

Stupiti ci sediamo intorno a lui aspettando un responso.

Passano diversi minuti di apprensione.
Poi il nano si gira con un espressione seria dipinta sul volto: <<Quest'uomo è stato dimezzato o anche di più. Il motivo delle sue azioni gli è stato tolto e ora muore di malinconia ed inedia>>

Poi, alterandosi sempre di più: <<CHE INFAMIA! Lasciar spegnere a questo modo un cavaliere così orgoglioso. IO non lo permetterò, e NOI lo salveremo!>>

Sta indicando me. A parte il fatto che una persona così bassa dovrebbe evitare di dare ordini non so se ne ho proprio voglia. Insomma ho un sonno ciclopico e non ho la più pallida idea da dove cominciare. L'idea di affaticarmi non mi appassiona molto. Quindi decido di fissare con insistenza un punto dietro il muro.

Bianconiglio mi guarda con occhi sbrilluccicanti di speranza. Lupo sembra sveglio e si accoccola protettivo dietro la mia schiena. Colombo rientra nel taschino della mia giacca e ne esce con un calumet: il regalo di Geppetto/Gandalf etc.etc.

Con mano esperta e veloce versa un liquido incolore sul tabacco della pipa.
Non sembra la stessa cosa che abbiamo fumato in casa dei tre porcellini.

La mancanza di sonno sopisce l'interesse per ciò che mi circonda. Sono alienato su una nave aliena. Sembra il titolo di una canzone... brutta però.

Il nano si siede di fronte me, un po' stizzito dalla mia faccia distaccatta e poco sveglia.

Accende.

Aspira...


Espira...

Un odore forte si spande per la cella riportando la mia attenzione sul piccolo uomo.

Mi guarda con gli occhi di una altro colore e porgendomi la pipa mi invita a fumare.

postato da Bombadillo alle 12:13 | link | commenti (3)



sabato, 14 gennaio 2006

No Sense Tale 13:
La nave di Capitan Biancaluna

Questa volta la cella che ci ospita è metallica e buia.

Puzza molto ed è piena di mondezza: cartacce di merendine, cicche di sigarette, scatole di pannolini, fazzoletti usati e fanga varia.

Degli individui molto alti, coperti da maschere e tute spaziali ci hanno depositato qui bucando con uno spillo apposito la nostra bolla d'aria.

Non abbiamo molto da fare, sicchè quando Colombo cerca ancora una volta, di spiegarmi che ci siamo cacciati in un brutto guaio lo sto a sentire.

Colombo: <<Signori, siamo nel posto più temuto di tutta Alpha Centauri:
la nave di capitan Biancaluna!
Gli unici pirati appoggiati da tutti i governi galattici!
La piaga con la quale l'universo è sceso a compromessi!
Sadici Assassini!
Ladri sadici assassini!
Politici che fingono di essere ladri per non rivelare di essere sadici assasini!!!!
>>

Gente con degli interessi comuni, insomma.

Colombo sputa per terra: <<Il peggio del peggio del peggio, e ci aspettavano!!!>>

Mi risveglio un attimo da mio torpore e domando scettico: <<Perchè avrebbero dovuto aspettarci?>>

Veniamo interrotti dal un rumore alle mie spalle: il carceriere bussa sulla parete accanto alle sbarre e si mostra.
E'molto alto ma ha sembianze umane. Sorride. I suoi denti sono appuntiti ed è vestito con un completo grigio.

Grigio per l'appunto

Cala un lungo silenzio sconsolato.

L'alto-uomo-grigio sorride ancora alla nostra reazione
e si passa lentamente il pollice davanti la gola.

Il mio pensiero assonnato vaga, per ignoti risvolti psichici, ai fratelli mansueti.

postato da Bombadillo alle 10:01 | link | commenti (3)



domenica, 11 dicembre 2005

No Sense Tale - part 12:
l'uomo non è andato sulla luna


Ci sono delle cose da sapere, sui viaggi interplanetari e sullo spazio.

Primo:
- Il metodo più veloce per viaggiare nello spazio, con i mezzi disponibili sulla terra, è quello di venire sparati da un cannone all'interno di una bolla d'aria.

Secondo:
- Se mentre siete preoccupati per la piega che ha preso la vostra vita, vi rendete conto che state viaggiando nello spazio senza, chessò, uno scafandro, bombole di ossigeno e compagnia bella, chiedete spiegazioni o potreste smettere di respirare solo per coerenza con le vostri opinioni.

Terzo:
- La terra è piatta.

Persone meno stressate avrebbero il buongusto di mettere un punto esclamativo alla fine di questa frase. Io non dormo da una settimana quindi non ne sento una particolare esigenza.

Per chi avesse ragionevoli perplessità o volesse muovere critiche, vorrei ricordare che probabilmente non ha mai visto dal vivo, la terra da lontano e quindi ha poco da criticare.

La terra rimane comunque piatta,
ruota intorno al sole ma è PIATTA.

Rassegnatevi.

La domanda che ci poniamo tutti qui dentro riguarda invece gli elefanti e la tartaruga. Sulla stessa orbita terrestre infatti, a cavallo di un'Enooorme, gigantesca, impressionante tartaruga c'è un elefante in tipica posa da lancio del disco. Al suo fianco ce ne sono altri 2 che osservano con particolare interesse la traiettoria della terra ed uno che sembra segnare qualcosa su un taccuino. Il che lascia supporre una quantità  esagerata di nuove teorie sulla vita l'universo e tutto il resto.

Colombo, il nano che vive nel mio taschino, sbuffa saccente,  mentre spiega, con un dito alzato, la teoria degli elefanti discoboli. Io non ho voglia di starlo a sentire e preso in prestito un fazzoletto dal Bianconiglio imbavaglio l'omuncolo.

Tralasciando il panorama che descriverebbe i soliti bastioni di Orione, varie guerre stellari, specie di pesci intergalattici etc.etc. c'è da dire che se all'avvicinarci di Alpha Centauri il noto nano non fosse stato imbavagliato, forse ci avrebbe avvertito del pericolo che stavamo correndo invece di mugugnare senza senso con sguardo terrorizzato.

Bianconiglio: << Questo meteorite qui accanto è parecchio levigato>>

Colombo: << mmmmm, ghmmm>>

Io: <<Cosa c'è?>>

Lupo: <<UUUUUU!!!>>

Io: <<Uh, guarda una gigantesca retina per farfalle!>>

SWUISSSh

Presi.

Che palle.

Insomma è la terza volta che veniamo più o meno rapiti in maniera ridicola ed in questi casi alla tipica ansia subentra una certa rassegnazione mista a noia. Il canide che deve aver perso i produttori per l'adrenalina all'inizio del viaggio si accuccia e dorme.

Per ammazzare il tempo tolgo il bavaglio a Colombo che subito inizia a rimproverarci ed a prevedere cataclismi torture e catastrofi per il nostro gruppetto. Bianconiglio è così nervoso per il ritardo che accumuleremo che non lo picchia neppure. Io riesco solo a pensare al sonno e alla poca varietà di situazioni che ci accompagnano, quindi non lo ascolto. L'ometto se ne accorge e si deprime rintandosi silenzioso nel taschino.

Alla fine, quando ci caricano dentro fra spaventose urla, gli alieni rimangono un po' delusi dal nostro disinteresse.

postato da Bombadillo alle 22:52 | link | commenti (6)



lunedì, 28 novembre 2005

Esercizio per Vea

Scrivi un  racconto di una decina di righe
utilizzando le seguenti parole:

- pittrice
- Barcellona
- geco
- uragano
- quaderno

Racconto:

C'è parecchio vento ,il cielo è plumbeo e la strada semi deserta. Una ragazza dai capelli (colore che ti pare) è ferma sul ciglio della strada. Di fronte a lei c'e un cavalletto con un quaderno. Sta dipingendo.
Un geco salta sul foglio e le ruba il pennello.
La giovane lo acchiappa per la coda, ma il pennello cade a terra e rotola in un tombino.
Dopo aver osservato il rettile la pittrice lo immerge nella tempera e continua a disegnare l'enorme uragano che si avvicina demolendo la città di Barcellona


postato da Bombadillo alle 13:47 | link | commenti






Realtà è una parola, le parole nascono dalle cose, e le cose se ne fottono delle parole

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